II

Rabbia. Sfogo. Slancio.

La condizione di lockdown per molti è stato un momento di stallo, in cui la privazione di stimoli sensoriali e di sfoghi corporei ha coinciso con uno stato di prigionia emotiva. Sentimenti come la frustrazione e la rabbia, senza una sana valvola di scarico, sono rimasti sospesi, in una fitta nebbia che offusca la vista e rende difficile il respiro. Queste sensazioni accumulate nell’interiorità dell’artista, appena possibile, si sono poi liberate in un’esplosione feroce di forme e colori, dando vita ad un’arte di petto, espressione di una necessità emotiva cruda. 

"Untitled" - Eros Burimi

China su cartoncino, 2020

“Art”

Glancing forward,
Turning backwards,
Virgin canvases.
A palette of whites
For the withered,
Unbloomed, artist.

Shadows dancing,
Wandering, foolishly,
Beyond canvases. 
Brush, like bricks,
Strenuously lifted.
Phantoms flee a vacant stroke. 

Brush laid, a eulogy:

For the artist fading before art was born,
With blinded shadows spitting on cries unheard,
Despairing canvases sinfully diving from walls,
What is any perished brush worth?

“Arte”

Guardando avanti,
voltandosi indietro,
tele vergini.
Una tavolozza di bianchi
Per l’artista appassito,
Sebbene non sbocciato.

Ombre danzanti
errano stupidamente
al di là di tele.
Il pennello, come un mattone,
pesantemente sollevato.
I fantasmi fuggono un tratto a vuoto.

Deposto il pennello, un elogio:

Per l’artista che sbiadisce prima che arte sia,
con ombre cieche che sputano su urla mute,
tele peccatrici che disperate si buttano da muri,
qual’è il senso di ogni pennello defunto?

Lara Giussani, Londra, 01/2021

Lara Giussani, Londra 01/2021 - (Traduzione in descrizione)

“Arte”

Guardando avanti,
voltandosi indietro,
tele vergini.
Una tavolozza di bianchi
Per l’artista appassito,
Sebbene non sbocciato.

Ombre danzanti
errano stupidamente
al di là di tele.
Il pennello, come un mattone,
pesantemente sollevato.
I fantasmi fuggono un tratto a vuoto.

Deposto il pennello, un elogio:

Per l’artista che sbiadisce prima che arte sia,
con ombre cieche che sputano su urla mute,
tele peccatrici che disperate si buttano da muri,
qual’è il senso di ogni pennello defunto?

La rabbia, in questo modo, si slega da una accezione negativa per emergere come mezzo trasformativo nella creazione dell’opera d’arte e nel processo psichico dell’autore. Questa arte di sfogo appare come un vortice di pennellate tanto decise quanto brutali; il colore viene, con uno slancio, lasciato all’esplorazione della superficie, in preda al caos di forze naturali, divenendo simbolo della elettricità delle emozioni di pancia.

"The Genesis", "The Power of Light" - Giovanni Fanelli

“The genesis”
Acrilico su tela, 30×30, fluidart, febbraio 2021

Lascio che il colore segua la sua strada, prenda la forma che vuole e poi interpretare in base a ciò che si percepisce, a ciò che ognuno vede. Io vedo l’espressione della mia voglia e  necessità di un nuovo inizio. Un respiro che da vita a qualcosa di nuovo, di inesplorato. Una nuova versione di me, la voglia di scrivere una nuova storia come se il passato non esistesse più e un futuro tutto da creare e da scoprire.

“The power of ligth”
Smalto su cartone, 120 x100, dripping, giugno 2020

Un’esplosione di colore ed energia. Finito il primo periodo di lockdown ho sentito la necessità di liberarmi di quella parte buia che mi ha circondato per più di 3 mesi dandole luce e colore. Una sorta di liberazione e sfogo di tutte le emozioni che ho dovuto controllare e reprimere nei mesi precedenti. Dalla oscurità fondamentale, ho voluto far uscire la parte mia di luce e brillantezza, senza dare una forma precisa, facendo seguire al colore l’energia universale.