II

Dualismo. Persone. Emozioni.

La pandemia può essere vista come un naufragare in un oceano, la cui quiete, in un batter d’occhio, è stata ribaltata dalla furia degli elementi: impotente, la psiche umana è stata colta da onde e mulinelli, mente e corpo travolti da un turbine di sconcerto e confusione. Lo sbigottimento di un maremoto interiore ha fatto sì che l’essere stesso si frammentasse in un tripudio di forze contrastanti, l’una in una caotica lotta contro l’altra, manifestazione di una complessità che è epiteto dell’esistenza stessa. Odio e amore, euforia e disperazione, paura e forza, eccitamento e apatia sono solo esempi di tensioni che l’artista si è trovato a dover riorganizzare, o forse accettare, faccia a faccia con dualismi mai provati con così tanta intensità.

"Corpo libero", "L'urlo" - Ferlito, Gasparo

L’urlo

“Io vi dico: bisogna aver ancora un caos in sé per poter generare una stella danzante. Io vi dico: voi avete ancora del caos in voi.”
“Così parlò Zarathustra” Nietzsche

Nell’ultimo periodo abbiamo sperimentato come può essere facile sentirsi schiavi di una situazione che non è in nostro potere, dimenticando cosa significa sognare, sperare… vivere, quasi come una sorta di assuefazione che anestetizza ogni desiderio e volontà… in poche parole ogni emozione. E’ essenziale cercare di non perdere il contatto con noi stessi, con tutte le nostre  passioni, contraddizioni e sofferenze e avere il coraggio di agire, perché è attraverso le azioni che ci “ritroviamo”.

Corpo libero

In questo periodo surreale abbiamo voluto esprimere l’esigenza di “essere anche nell’assenza”, crediamo che solo un percorso che non può prescindere dall’arte possa farci tornare ad una normalità che dev’essere riconquistata pezzo per pezzo.

Così come l’unità dell’individuo viene ora definita da un fervente incontro tra opposti, così la singola entità si ritrova a dover fare i conti con una seconda entità al di fuori di essa, l’altra metà, presente dinanzi a noi sia come fisicamente separata che platonicamente complementare. Attraverso la fusione spirituale/tattile con l’altro, otteniamo l’opportunità di riflettere su come a volte ciò che appare come ontologicamente opposto nasconda una verità intermedia, che abbraccia entrambi i poli – sia bianco che nero – raggiungendo così l’armonia nascosta nel grigio.

"Buscofen in capsule", "Mille e non più mille", "Satisfiction" - Skawalker

Tutte le opere sono state realizzate in casa durante la pandemia, disegnate tra un giro con il cane ed un altro giro con il cane!

Alla domanda dell’intervistatore : -“I personaggi che dipingi sono tristi o felici?” il nostro risponde: -“Apparentemente sono allegri ma in realtà covano un senso di insoddisfazione perenne. Forse non sono realizzati, spesso urlano la loro rabbia senza drammaticità. E’ un’altalena continua di gioia e tristezza, ma mantengono sempre una grande energia vitale”.

 “Lullaby” 

Wrap me up,
Hold me in,
Swing me
From side to side.

Years go by,
I grow up,
Inside the adult
A lonely child.

Sorted out,
Working hard,
Madness gone,
Still alone.

So…
Tuck me in,
Kiss my cheek,
Sing with me
This lullaby.

“Ninnananna”

Avvolgimi,
trattienimi,
cullami
completamente.

Scorrono gli anni,
continuo a crescere,
dentro all’adulto,
un bimbo senza gente.

Sistemato,
faticato,
libero da Follia,
Solitudine resta mia.

E cosi…

Rimboccami,
bacia una mia guancia,
canta con me
questa ninnananna.

Lara Giussani, Londra, 12/2020

Lara Giussani, 2020 - (Traduzione in descrizione)

“Ninnananna”

Avvolgimi,
trattienimi,
cullami
completamente.

Scorrono gli anni,
continuo a crescere,
dentro all’adulto,
un bimbo senza gente.

Sistemato,
faticato,
libero da Follia,
Solitudine resta mia.

E cosi…

Rimboccami,
bacia una mia guancia,
canta con me
questa ninnananna.